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Immagini e testi copyright by Ezio Martelletto, 1999-2026.

Le vicende e le emozioni qui espresse riflettono l'esperienza personale e la visione soggettiva dell'autore. Sebbene ispirati a eventi e persone reali, i testi sono stati rielaborati per fini artistici e letterari. Nomi e dettagli sono stati alterati per proteggere la riservatezza di terzi.

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Precipito


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Precipito. Non senza dolcezza e non senza paura. Precipito dentro la notte. I fuochi dei villaggi accesi tutti insieme attorno al nostro percorso, silenzioso e interminabile.

L'aria densa, piena del calore del giorno e del calore della notte che viene, l'aria come solidificata dall'attesa, che rende impalpabili e più del solito vaghe le ore ed il viaggio: è un'aria selvaggia che respiriamo, prima la notte mi ricopre ed in seguito mi avvolge, di stanchezza, d'incredulità. 


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Alle canzoni si sostituiscono le parole sottili dell'incertezza; consapevolezza di chi si muove come di ritorno dentro questa terra dalle stelle diverse, ad ogni incrocio nel nulla della foresta, gli sguardi degli indigeni s'incrociano con i miei sguardi, agito la mano e li saluto mentre l'autobus cambia direzione tra la polvere; mi guardano con sospetto, restii a rispondermi, le mie certezze in equilibrio lunare e la loro sorpresa si confondono, in una miscela quasi di comunione, o di meraviglia disarmata; e riecco l'incertezza di questo mondo, che mi contamina ancora una volta come una malattia o come una liberazione, senza armi e senza clamori assume i sapori di un risveglio che si attarda, forse per essere meglio gustato. Riprendo questi giovani uomini dal pensiero impenetrabile, quella donna che si nasconde al mio obiettivo, quei bambini che, prima impauriti, ora eccitati, vogliono essere ancora più vicini, essere adesso in primo piano, ma ecco che il tramonto all'improvviso ci taglia fuori tutti di nuovo da tutto e quasi ci aiuta a lasciarci, come in un respiro. 

Ogni cosa si separa da me e si allontana, prima lentamente, di nascosto, senza che io me ne accorga, poi più velocemente, in un'angoscia di fretta indicibile, in un'esplosione; lo spazio tra le cose si amplifica, è una corsa di cose verso una solitudine cieca, ricordando le une alle altre il loro comune destino da cui tutte provengono, da cui tutti proveniamo, così lontani, e così simili.

Sento una disperazione sorda crescermi dentro la bocca come un'onda anomala di nausea. Mi sento solo. Sono solo.

Precipito.

Dentro di me. Non senza dolcezza. E non senza paura.


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