Immagini e testi copyright by Ezio Martelletto, 1999-2026.
Le vicende e le emozioni qui espresse riflettono l'esperienza personale e la visione soggettiva dell'autore. Sebbene ispirati a eventi e persone reali, i testi sono stati rielaborati per fini artistici e letterari. Nomi e dettagli sono stati alterati per proteggere la riservatezza di terzi.
OLTRE IL DIAFRAMMA (1987)
appaiono prime le rose vermiglie, scarlatte
vogliose di adornare confini
di gemme - di frutti, sotto il canto
della fragranza d’Aprile;
l’ennesima prova che quasi risolve
l’angoscia residua, di fronte a tale bellezza
ma io vivo ancora eremita, circuendo esili annunzi futuri
innanzi ad immagini
che non sopravvivono; maestro e non padre
né figlio né sposa:
gemmazione prolissa di solitudini
infiorescenza di vetta, ricamo di pietra,
come cristallo
come il collassare schiantato
degli stormi iridati dei gabbiani,
dei miraggi
nell’agguato esanime di un pomeriggio senza voci
o timori, o colori,
solo scogliere lontane,
palme stirate dal vento
la barriera tra l’onda veloce dei tetti
e il mio dolce esitare, rari giardini nel cielo
lucidi
sotto la pioggia
puntuti di comignoli, antenne:
l’ebbro scalpitare di vita, fuga, il sorriso
sta prima di ogni parola,
vive docile
nel caldo stupore del gioco stellato
di fronte ai Notturni,
come quando dai ponti sfioriva lanosa
l’ultima polvere bianca dei gelsi

Ho comperato una città
piena di grigio, d’archi e danze sulle strade
per dimostrare alla solitudine
il sapore che attendo
in un giorno strisciato lungo le strade
ho accelerato il tempo di gioventù;
il cuore spaccato a mezzo
all’arroganza dei soldati.
Per voi millantatori, ho sparso catene
sui miei polsi, che il sangue che ho abortito
vi travolga, vi affoghi impudici, colpevoli
per darci giustizia,
noi mortificati a sangue
il volto lacero, teso,
gli occhi ad un cielo di piombo;
noi resuscitati da quegli archi
e quelle danze -
per cui l’aspra voce ho ritenuto
e comperato, in fede di futuro,
una promessa e una città
da offrire
come in sposa,
un ricordo al vento
che risospinga ogni speranza al suo destino.

a)
la solitudine arretra dinanzi al fuoco
della passione
che fu respinta
b)
la nuvola scioglie la sua pelle di latte
e diventa goccia minuta del firmamento
stella nera, spicchio nascosto di Luna
c)
l’angoscia della gente
se nasce in un tramonto
è la poesia che schiude la notte immensa
d)
tra sera e notte
lungo luci di strada
di città in città
siamo noi nel futuro
siamo noi

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