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Immagini e testi copyright by Ezio Martelletto, 1999-2026.

Le vicende e le emozioni qui espresse riflettono l'esperienza personale e la visione soggettiva dell'autore. Sebbene ispirati a eventi e persone reali, i testi sono stati rielaborati per fini artistici e letterari. Nomi e dettagli sono stati alterati per proteggere la riservatezza di terzi.


Tu, notte amara (alla Bukowski)




Una notte d'inverno

un cane è venuto a morire

sotto la mia finestra


una notte che l'acqua grondava

dal cielo, dai tetti

come un'immensa tela di ragno


io lo potevo sentire

guaire, come ribellarsi

alla sua agonia, nel buio


una notte che faceva freddo

la mia donna scavava nel letto

dopo avere avuto il giusto salario;


allora ho imprecato, bestemmiato

intanto che i minuti si facevano ore

e quei latrati sempre più rari, più fiochi


ho sentito allora la mia rabbia ingrossarsi

dentro la testa, in mezzo alle gambe

fino a volerla pompare di fuori


cosi che la mia carne avrebbe forse svezzato

quell'ignobile strazio

quel lurido lamento.


Ma tra un colpo e l'altro

me ne stavo in silenzio, ad ascoltare

se quel cane fosse morto, finalmente


quando invece ecco, quello se ne usciva di nuovo

come dall'oltretomba, veniva

a strizzarmi l'osso, a gelarmi il volto


ed io che avevo ancora troppa strada da fare

mentre le cacciavo il mio dolore dentro, sordo,

disdicevole quasi:


almeno fossi stato la morte che si avvicina,

le braccia aperte: amica, amante, puttana,

quella che ti fa scopare la vita


come in una gara di resistenza,

tra i sospiri della mia cagna

gonfia di me

e le ultime urla,

i disperati insulti

di quel cane.


Dopo che il mio lavoro era finito

ho alzato gli occhi, stancamente.

L'ultima cosa che ho visto

è stata la luce di una finestra


mentre un buio infinito la divorava.




21.3.2004


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